CELLULA ARTIFICIALE E VITA ARTIFICIALE

Written by Francesco Pistilli on 3 giugno 2010 – 17:18 -

L’UOMO PADRONE DELLA VITA

La recente impresa sceintifica dello scienzato americano CRAIG VENTER, apparsa il 20 maggio sui giornali di tutto il mondo, ha riaperto antiche speranze ed antiche paure, che si sono accentuate  con il progresso conoscitivo e tecnologico dell’uomo del ‘900.

Venter non ha propriamente creato una nuova vita, ma è riuscito a far vivere un DNA assemblato in laboratorio, con l’aiuto del computer, trasferendolo in una cellula a cui era stato tolto il suo DNA naturale. Non si tratta di una vita nuova integrale, ma di un prodotto artificiale, ricopiato da uno natutrale, e fatto vivere inserendolo in una cellula naturale denucleizzata.

Si tratta, comunque, di un grande passo avanti nel tentativo dell’uomo di strappare a Dio il potere, fino ra esclusivo,  sulla  creazione della vita, quell’antica ambizione dell’uomo di giocare ad esere Dio, di esercitare un potere divino.

La possibilità che ciò possa realizzarsi pone enormi e drammatici problemi di etica pubblica, di difficile soluzione.

Si può, per semplificazione, affermare che trattasi degli stessi problemi insorti di fronte a qualsiasi nuova scoperta e risponde alla domanda: quale uso ne farà l’uomo? In questo senso la scoperta appare neutra ed immune moralmente e il problema si sposta sull’uso che ne fa l’uomo. Dalla scoperta della lama per tagliare, ma anche per uccidere,  a quella dell’energia atomica, il problema si sposta sempre dalla scoperta al  suo uso.

La scoperta in sé aumenta il potere dell’uomo e quindi le sue possibilità.  In ciò egli realizza la massima espressione della sua condizione umana di dominio sulla natura, che lo distingue dalla condizione degli altri viventi e  che risulta anche in armonia con il pensiero religioso, con quanto, ad esempio, affermala Bibbia,  quando narra che Dio diede la Terra ad Adamo, invitandolo ad assoggettarla.

Il vantaggio anche materiale che l’uomo trae dalle scoperte scientifiche dilatano la sua umanità e lo liberano dai vincoli del bisogno o della soggezione, che umiliano la sua dignità.

Ma il potere sulla vita appare in se stesso diabolico, nel tentativo di Lucifero di contrapporsi a Dio, di equiparasi a lui. E tuttavia in questo caso di Venter non siamo ancora al potere di creare la vita, e le stesse gerarchie cattoliche non hanno espresso contrarietà, bensì rispetto e prudenza di fronte all’impresa di Venter.

Ma non mancherà, forse, in un prossimo futuro che il problema della creazione stessa della vita si ponga e l’umanità dovrà trovarsi preparata psicologicamente ed eticamente a risolverlo, senza rinunciare alle sue possibilità, ma anche senza neppure abusarne.

Occorrerà, per chiarezza di impostazione del metodo,  trasferire il discorso dalla scoperta al suo uso, e cioè dalle innocenti e neutre possibilità che la natura ci offre, alla capacità dell’uomo di proporsi fini alti e nobili, e sfuggire alla tentazione della malvagità, che è il solo elemento luciferino che alberga in lui e lo conduce alla rovina.

Forse, di fronte alla responsabilità dell’immanità del male possibile, si risveglierebbe in lui il richiamo ad una maggiore responsablità, come di fatto è avvenuto negli ultimi sessant’anni per la bomba atomica.

Poter disporre sulla vita, poterla creare, forse indurrà l’uomo ad apprezzarla maggiormente, ad averne rispetto, che è la condizione per poter utilizzare la stessa vita, come tante altre risorse fisiche e meccaniche, per la soluzione di infiniti problemi, e ciò renderebbe la nostra vita ancora più  sana, più piena, più lunga, più vicina a quella che, nella mitologia di quasi tutte le religioni, era la vita dell’uomo com’era uscita dalle mani di Dio, prima che o l’insipienza umana o l’invidia diabolica la rovinassero.


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4 Responses to “CELLULA ARTIFICIALE E VITA ARTIFICIALE”

  1. Da Facchini on giu 9, 2010 | Rispondi

    Egregio Signore Pistilli, sono pienamente d’accordo sul criterio che l’impresa scentifica dello scienziato Americano Craig Venter potrebbe aver riaperto delle porte al progresso conoscitivo e tecnologico dell’uomo. Però se l’ideolologia è di poter togliere l’esclusiva a Dio creatore dell’universo è questa, vi informo secondo mè che è sbagliato quello che lei afferma.

    Sono pienamente convinto che la tecnologia debba fare i suoi passi evolutivi nella ricerca positiva

    nel combattere delle malattie attualmente non curabili o parzialmente curabili oltre alla ricerca

    nel settore tecnologico delle energie alternative.

    Però ripeto quando lei si esprime dicendo che il traguardo dell’uomo è togliere l’esclusiva a Dio bè questa la ritengo un offesa .Come lei descrive la scoperta appare neutra e immune,lei è veramente convinto che ci saranno solo aspetti positivi o che potrà succedere che diventerà peggio di una bomba atomica.Quando ci fù la fuga da Sodoma e Gomorra Dio disse non voltatevi ad osservare,

    questo da una donna fù violato e volle “vedere” cosa Dio faceva alle due città e alla fine divenne di pietra. Sono stato sempre convinto che la donna psicologicamente venne stravolta e da quel momento perse la coscienza, non so se sono stato chiaro. Il fatto che ci sono queste forze contradittorie cioè il bene e il male è normale e non si può dire arriverà il momento che il male non esisterà, Dio ci ha dato la scelta di vita e non ci ha mai messo una dittatura nel sistema religioso,dunque Sig. Pistilli io vi consiglio intanto di essere più umano e non il contrario e sono convinto nel discorso che mi ha fatto che sta ancora cercando se stesso, se si guarda con calma intorno lo vedrà.

    Molfetta 09/06/10 Facchini

  2. Da Francesco Pistilli on giu 9, 2010 | Rispondi

    L’essere umano non ha una catalogazione disciplinata da un dogma ma si plasma quotidianamente attraverso il rispetto di tutto ciò che ti circonda.
    rispettare il prossimo è importante ed è vero nel momento in cui la diversità non rappresenta l’anticamera della emarginazione ma una porta aperta verso nuove fonti di confronto che sono il seme dell’arricchimento interiore.

  3. Da Facchini on giu 10, 2010 | Rispondi

    Egregio sig. Pistilli mi informa che l’essere umano non ha una catalogazione disciplinata da un dogma ma si plasma quotidianamente attraverso il rispetto di tutto cio’ che ci circonda, la devo contraddire perche’ il problema attuale dell’essere umano e’proprio quello che io le avevo detto nell’e-mail precedente che in effetti si sta scavando con la possibilita’ di bruciarsi le mani giacche’ quotidianamente non c’e’ il rispetto di tutto cio’ che ci circonda.

    Con il vostro pensiero di scavalcare Dio siete in contraddizione a quello che avete appena scritto.

    Mi informa che bisogna rispettare il prossimo, ma se lei mi viene a raccontare che il traguardo dell’uomo e’togliere l’esclusiva a Dio questo non e’ piu’ il rispetto del prossimo.

    Poi mi parla dell’arricchimento interiore, ma come puo’ una persona arricchirsi interiormente scavalcando Dio?

  4. Da Tullio on giu 10, 2010 | Rispondi

    Caro Francesco,

    mi chiamo Tullio Bagnari e sono geologo, dipendente della Provincia di Ravenna. Ho ricevuto il tuo messaggio di cui all’oggetto, e devo dire di essere fortemente preoccupato delle stesse questioni di cui parli tu. In un senso completamente diverso, però: vedi, io sono agnostico (per necessità: tu forse non apprezzerai il ragionamento, che però è questo: non essendo credente, per una qualche ragione [su cui non faccio alcuna ipotesi], ritengo che, se pure potessi vivere un miliardo di anni e mi chiedessi, per tutto questo tempo, se esista un divino oppure no, non arriverei comunque a una soluzione). Non ritengo, in ogni caso, giusto accettare ciò che, come dici tu, “afferma la Bibbia, quando narra che Dio diede la Terra ad Adamo, invitandolo ad assoggettarla”: questa è una visione antiquata e puramente utilitaristica; gli esseri umani non hanno nessun diritto di assoggettare alcunché (e ritengo questa una affermazione eticamente assai più alta delle affermazioni bibliche: in proposito, ti invito a leggere certi passi del “Deuteronomio”, quando si descrive la conquista della Terra di Canaan da parte degli Ebrei, in cui il “Dio degli eserciti” ci fa una ben magra figura, al cospetto del Vangelo).

    Inoltre, il problema non è solo quello del dominio o meno sulla vita e della sua appartenenza a Dio o agli uomini : esistono, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, e sono esistiti nella storia, ed esisteranno nel futuro, molti altri problemi terrificanti, che, secomdo me, possono anche portare all’autodistruzione dell’umanità.

    Perciò ti riporto un brano di un messaggio che ho inviato recentemente alla mia relatrice di tesi.

    “[...] vede [...], il sentirsi addosso i guai del mondo dà effetti fortemente pesanti, a volte, ed incomprensibili agli altri (si figuri che stamattina avvertivo una tremenda compassione per tutti i poveri cristi che si sono agitati e si agitano e si agiteranno, a pro’ di niente, per vite intere, senza che vi sia un solo spiraglio per alcuna/o di esse/i)(mi scusi la confusione dei generi, ma a livello di queste cose mi pare addirittura una futilità).

    [...]tra ciò che sento, di qui, sul mondo attuale, e le orrende scoperte che la ricerca che mi sono imposto mi fa fare, non ho più alcuna certezza su ciò che viene definito (da chi? con quale autorità?) “natura umana”: non so neppure se qualcosa del genere esista.

    Pensi che i tantissimi gruppi (di ogni genere: etnico, linguistico, religioso, politico, ecc. ecc. ecc.) ed i singoli individui che hanno subito e subiscono angherie, violenze, sopraffazioni, prevaricazioni, persecuzioni, ingiustizie, che non mangiano, non hanno casa, sono malati senza speranza, sono torturati, schiavizzati, violentati in tutte le possibili maniere (e la mente umana ne ha inventante tante e tali da non essere neppure concepibili, descrivibili, comprensibili), lottano persino tra di loro per il primato del più disgraziato: questo è veramente il colmo dell’egoismo: non riconoscere che le sofferenze altrui sono come le proprie!

    Io, ovviamente, non so se esista una predestinazione: mi sento necessariamente agnostico, anarchico e apolide, perchè religione e laicismo, forme istituzionali-statuali e nazionalismi sono state tutte leve per far emergere il peggio dagli esseri umani. So che mi sto definendo negativamente, ma non posso che dar (in parte) ragione a Montale (che pure, come poeta, non mi piace):

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco

    perduto in mezzo a un polveroso prato.

    Ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro!

    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggiAggiungi un appuntamento per oggi possiamo dirti,ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
    Ripeto: so benissimo che mondo vorrei, un mondo dove ognuna/o potesse contare su tutte/i, dove per bambini e adolescenti ci fosse la tutela attenta, delicata e discreta di tutte/i le/gli adulte/i, dove per malati e anziani ci fosse tranquillità e riposo, e nessuna guerra, violenza e fame, educazione e conoscenza a volontà, lavoro condiviso e compartecipato, nessuna stupidità e vedere largo e lontano, accettazione e riconoscimento dei limiti umani e della morte.
    Ho paura, invece, che vedremo sempre più conflitti, a tutti i livelli, il dilagare di solitudine e disperazione, le illusioni sparse a piene mani e vuote, il populismo, il fanatismo, il razzismo, ogni forma d’intolleranza, e, anche peggio, armi mai viste, collegamenti tra circuiti elettronici e neuronali, invenzioni genetiche inqualificabili, nuovi imperialismi e colonialismi, nuove schiavitù neppure riconosciute, e chi più ne ha più ne metta.

    Mi sento contemporaneamente responsabile ed impotente. Questa è una situazione che non può durare a lungo.
    [...]
    Senta cosa cantava, da “anziano”, Toro Seduto (Tatanka Yotanka, capo degli Hunkpapa Teton Dakota, vincitore del generale Custer):
    Un guerriero sono stato ora è tutto finito tempi difficili ho vissuto.
    E che cosa dice Brecht in uno dei fantastici epigrammi de “L’Abicì della guerra”, immaginando le parole dei bambini rivolte ai soldati nella II guerra mondiale: siamo noi che avete vinto. Trionfate! [...]”
    Come vedi, ho moltissimi dubbi, ma il dubbio è ciò che, in presenza dell’etica, fa nascere il pensiero e, quindi, una libertà umana senza desiderio di prevaricazione. Secondo me, è lì che dobbiamo giungere, indipendentemente dal nostro credo, tutti insieme, in quanto umanità
    Prova a pensare che il resto dell’umanità, oltre ai cattolici e ai cristiani, ha altre religioni o non ne ha: credi tu che, se un Dio esiste, faccia differenza fra gli uni e gli altri? E, se non esiste, la nostra responsabilità è ancora più grande.
    Io non intendo insegnare nulla: ma prova a pensare a queste cose.
    tullio

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