I NODI VENGONO AL PETTINE
Written by Francesco Pistilli on 19 luglio 2011 – 19:39 -Il Sindaco Francesco Squicciarini si è dimesso, dopo appena quattordici mesi dal suo insediamento.
La sua nave amministrativa è finita sugli scogli. Il comandante ha la folle speranza di disincagliarla, ma l’operazione sarà impossibile perché le crepe che si sono prodotte ingurgitano acqua da tutte le parti.
E’ una fine annunciata per una avventura che era stata concepita e portata avanti attraverso l’assemblaggio innaturale di componenti politiche che nulla avevano in comune, né come storia, né come ispirazione ideale, e neppure come collante ideologico. Era un’accozzaglia che doveva servire unicamente a sconfiggere il grande nemico Pistilli, concepita in modo che il suo comandante non la caratterizzasse affatto con la sua personalità, o competenza, o prestigio e tanto meno carisma.
Ogni componente della Armata Brancaleone pensava di poter imporre agli altri la sua legge e le sue intimazioni. Totos Caballeros! Tutti comandanti, ed il comandante il servo di tutti.
Il PD di Acquaviva, nonostante Veltroni, non ha imparato nulla dalla infelice esperienza di Prodi, ma anzi l’ha peggiorata, con ingredienti se possibile ancora più eterogenei, preoccupandosi intanto di vincere comunque, e pensando di poter controllare la miscela esplosiva.
Ora sarà impossibile mettere insieme i cocci, i quali non desiderano unirsi, ma solo vincere gli uni contro gli altri il braccio di ferro di una lotta a prevalere e far prevalere i propri privati interessi, personali o di gruppuscoli di affari che sperano, perfino in questo tempo di vacche magre, di lucrare buoni affari con la leva amministrativa.Questo era ben chiaro dall’inizio. Perché altrimenti l’Italia dei Valori ha preteso fin dall’inizio dei posti chiave anche a dispetto della scarsa consistenza del suo gruppo consiliare? Perché un apolide politico di Io Sud si è tanto agitato, pur non avendo proprio nulla da spartire con una giunta di Sinistra? Perché i professionisti della Compagnia delle Arti, pur mossi da nobili e impegnativi progetti, si sono accodati ad una spuria compagnia amministrativa, per avvertirne subito l’incompatibilità?
E il PD, nel suo fallace calcolo politico-amministrativo, pensava di subordinare al proprio dominio i piccoli satelliti e si è, invece, trovato dominato da essi e con esplosive ribellioni al proprio interno.
In questa commedia degli equivoci tutti hanno ragione e tutti hanno torto, perché il loro collante non era altro che l’equivoco. Ora viene la resa dei conti.
Come pensa Squicciarini di mettere insieme i cocci, che si sono intanto polverizzati? Dove non vige il collante ideale, dove non c’è ossequio al merito e alla competenza, perché non c’è neppure l’ombra di questi valori, non si può produrre una gerarchia di funzioni, non si può organizzare una strategia perché senza valori non è possibile una razionale organizzazione ma la peggiore anarchia.
Il Sindaco Squicciarini è finito, perché se anche risorgesse non potrebbe mettere indietro le lancette del tempo e guadagnare questi quattordici mesi perduti, che peseranno su qualsiasi altra formazione amministrativa con il loro carico fallimentare di incomprensioni, recriminazioni, contestazioni che si sono oramai incrostati sulla stiva della nave e impediranno di prendere il largo.
Chi aveva avanzato delle pretese non accetterà di apparire sconfitto. La seconda Giunta Amministrativa Squicciarini sarà inevitabilmente peggiore della prima, e sarà comunque una immangiabile minestra riscaldata. Se ora Squicciarini smette del tutto, potrà godere almeno dell’alone di una fine dignitosa: ma se si metterà e rimestare vecchie minestre sarà vomitato per sempre dall’intera Città.
Ci vuole, certamente, molta umiltà per ammettere di aver sbagliato progetto e strategia, ci vuole fermezza per resistere alle pressioni dei compagni, desiderosi di affari, di tornare ai posti di comando. Ma la Città assiste sfibrata e schifata a questo spettacolo e farà giustamente le sue vendette politiche alla prossima occasione: l’avvenire politico di un giovane rampollo della sinistra è stato rovinato dalla inconcludente furbizia dei suoi sostenitori.
E se pure avversario, mi dispiace per Squicciarini, ma soprattutto mi dispiace per Acquaviva, che vede bruciare speranze di futuro. Il PD avrebbe dovuto costruire intorno a Squicciarini una squadra solida e non raccogliticcia, rischiare di non vincere, ma non aspirare ad una vittoria fatua, spuria ed effimera, destinata ad una fine indecorosa, che getta disonore e fango politico sui suoi protagonisti.
E la gestione politica dissennata continua anche di fronte all’evento traumatico delle dimissioni, Il Sindaco Squicciarini non ha avuto la sensibilità di trarre subito e con dignità orgogliosa le conseguenze delle sue dimissioni ed ha invece protratto la mortificante commedia di un Sindaco che non è più Sindaco, che dimentica di aver dato le dimissioni e continua a presenziare il Consiglio, come se nulla fosse. Ed era proprio così: il Sindaco c’era anche prima, ma era sempre come se nulla fosse, come se non ci fosse. Allontanandosi, invece, avrebbe dato risalto con l’assenza al suo ruolo.
Ci auguriamo che il sole estivo sciolga i grumi di questa accozzaglia politica ed amministrativa, tenuta insieme da collanti grassi e nauseabondi. Speriamo che il sole degli ideali e dell’amore di patria bruci e purifichi le porcherie che si accumulano sulla vita politica e amministrativa di Acquaviva.
Ma la prima lezione da cogliere è che solo la virtù, come diceva Machiavelli, può almeno in parte addomesticare il destino. Ma dove la virtù è assente il destino fa inesorabilmente scempio.
Mettiamo tutti giudizio per il bene della nostra Città e per convincere i nostri figli a non scapparsene.
Tags: acquaviva, comune di acquaviva, nichi vendola, pd acquaviva, pdl acquaviva, pistilli, squicciarini, vendola
Posted in "Operazione Verità", Attività, Politica | 2 Comments »






Da peb on ago 3, 2011 | Rispondi
EGREGIO SIG. PISTILLI .RISPONDO ALLA SUA E-MAIL CON MOLTO PIACERE MA QUELLO CHE HO DA DIRE RISPETTA FORSE IL PENSIERà LA MAGIOR PARTE DI NOI GIOVANI E PICCOLE IMPRESE ..CHE CI SONO SUL TERRITORIO DI ACQUAVIVA..
A NOI NON INTERESSANO TUTTE QUESTE DIATRIE POLITICHE..BARCHE CHE AFFONDANO E NODI AL PETTINE ..NOI SAPPIAMO CHE IN QUEST’ULTIMI 30 ANNI SUL TERITORIO DI ACQUAVIVA A DIFFERENZA DI ALTRI PAESI CRESCIUTI ECOMICAMETE STRUTTURALMENTE E CULTURALMENTE..UN PIANO REGOLATORE FERMO..DA ANNI ..ARRIVA ARRIVA IN CAMPAGNA ELETORALE..E POI E SOLO UN GRANDE SOGNO ..E LA CONSEGUENZA CHE LE IMPRESE E I NEGOZI SCAPPANO DAL TERRITORI PERCHè SONO INSOSTENIBILI LE SPESE DI AFFITTO ( PARTIRE DA 500 AI 1200 UN LOCALE COMUNQUE PICCOLO IN ZONA CENTRALE) QUELLE POCHE IMPRESE CHE CI SONO FANNO FATICA A TIRARE AVANTI CON UN SERIO PROBLEMA DI LAVORO ..PER NON PARLARE DI APPALTI FATTI DAI NOSTRI AMMINISTRATORI..ORMAI NOI PENSIAMO AI NOSTRI POLICI COME UN COMITATO D’AFFARI O DESTRA O SINISTRA COMUNQUE LE IMPRESE DI ACQUAVIVA NON PARTECIPANO AGLI APPALTI O SE LO FANNO SONO SEMPRE LE SOLITE DITTE VICINE A CHI SA CHI ..NON SO SE LEI ABBIA MAI FATTO UN GIRO NEL PAESE ANCHE VERSO LE 22.00 E PROVI A CONTARE LA GENTE NEI LOCALI ..FORSE NN CI HA MAI FATTO CASO MA ANCHE SUI BAR PIZZERIE ECC..LA SITUAZIONE NON è FOLIDA..E PER NOI GIOVANI IL DIVERTIMENTO AD ACQUAVIVA NON ESISTE SIAMO COSTRETTI AD IMMIGRARE A PAESI VICINI ..DOVE LA FAMOSA MO VIDA è PIì ATTIVA..IL MIO CONSIGLIO è PENSATE ALLE COSE CONCRETE..PIù VICINE ALLA GENTE è SOPRATTUTTO PENSATE A CREARE UN FONDAMENTO ECONOMICO PER TIRARE FUORI DALLA MERDA TUTTI QUESTI GIOVANI ED OFFRITE ALLE AZIENDE UN FUTURO ECONOMICO FLORIDO..SENò ALLA FINE IN QUESTO PAESE VI RITROVERETE VOI POLITICI CHE LO STIPENDIO LO PRENDETE I VECCHI CHE LA PENSIONE LA PRENDONO ..E NOI GIOVANI SAREMO COSTRETTI A COMPRARE CASA è A CERCARE POSTI DI LAVORO AL DI FUORI DEL NOSTRO TERRITORIO ..SALUTI
Da Francesco Pistilli on ago 3, 2011 | Rispondi
Gentile Signore,
non credo che serva molto sparare nel mucchio e scaricare tutta la responsabilità delle cose che non vanno sulla politica.
Il mondo intero è stato travolto da una crisi di vasta portata ed anche colossi economici come l’america vivono momenti convulsi.
Anche un Paese come Acquaviva vive momenti difficili, soffre molto. I redditi delle famiglie stagnano ed i posti di lavoro persi ancora non si recuperano.
La politica è soffocata dalla approssimazione quotidiana ed è incapace di incidere sui problemi.
Durante il mio mandato abbiamo avuto un’esperienza positiva. C’è stata un’amministrazione che ha lavorato bene e camminato oltre le polemiche quotidiane segnando il passaggio dal piagnisteo alla concretezza cancellando quella esperienza di tipo felliniano.
Abbiamo appaltato più di 60 milioni di euro di opere pubbliche. Abbiamo destinato ai servizi sociali 1 milione e mezzo di euro l’anno dimostrando grande attenzione per le fasce deboli, gli anziani ed i disabili.
Eppure vi siete lamentati perché pretendevate che facessi diventare oro tutto quello che toccavo..ma non sono il Re Mida!!
Con il lamento, il piagnisteo, il rancore si da vita a dinamiche pericolose che bruciano il terreno del confronto scevro dalle ideologie e si crea una progressiva distanza psicologica, ideale e culturale che provoca avversioni.
In questo quadro dilaga sempre più incontrastato il terreno della delegittimazione nei confronti di tutta la classe politica senza distinzione. Ai vostri occhi noi tutti siamo anime dannate di un inferno nel quale nulla è cambiato e nulla sta cambiando. Quando le cose non vanno bene scatta immediatamente, come un riflesso condizionato, la rivolta contro tutti i politici. La giaculatoria è sempre la stessa: “siete tutti uguali”.
Questa speculazione porterà gli uomini di buona volontà a rassegnarsi a vivere in un paese astioso ed egoista, di accettare supinamente invettive ed accuse continue, di subire scelte politiche e di governo a causa della perpetua insoddisfazione che rischiano davvero di scavare un solco sempre più profondo fra le diverse parti del paese e di rendere davvero nero qualsiasi futuro.
Vorrei ricordarle una famosa frase di Kennedy ad un congresso: “prima di chiedere allo stato cosa fa per voi, domandatevi cosa fate voi per lo stato”.
Sono stato criticato nonostante le amorevoli attenzioni che ho avuto nei confronti del mio paese natio e della sua gente. Ero sul comune 12 ore al giorno, ricevevo tutti, indistintamente.
Gli auguri di compleanno, le pergamene in occasione degli anniversari di matrimonio, delle nascite dei bimbi acquavivesi non erano una futilità ma un gesto cordiale ed affettuoso nei confronti dei miei concittadini. Anche tutto questo non c’è più. Eppure gli Acquavivesi continuano a lamentarsi sparando nel mucchio.
Sono stato un Sindaco concreto e coerente, impegnato ed innamorato del mio Paese.
Ho profuso sempre un tenace impegno per un’attenzione ai problemi del territorio. Non ho mai cercato l’interesse personale, né l’ho coltivato. Ho cercato di esaltare una diversa concezione di intendere e getsire la vita politica, cercando di rappresentare in quegli anni un punto di riferimento certo e di grande equilibrio.
Continuo a coltivare questa passione anche se mi sento tradito, ma non ho perso la speranza che sembra tramontare all’orizzonte e continuo a cercare il sole dell’avvenire.
Non è utopia un meraviglioso mondo nuovo al quale noi tutti, ma soprattutto i nostri figli abbiamo diritto.
Affettuosamente, Francesco Pistilli