LA SANITA’ DEL GOVERNATORE VENDOLA CHIUSA IN UN PALAZZO DI VETRI OSCURATI

Scritto da Francesco Pistilli il 4 agosto 2009 – 08:00 -

Travolge tutta la sinistra pugliese l’inchiesta sulla gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario, sulle nomine dei Primari e sul presunto intreccio mafia, politica ed affari.
Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato ascoltato per 5 ore.
Tra manager delle Asl Pugliesi, Dirigenti della Regione e politici sono circa 20 gli indagati in questa inchiesta, tra loro l’ex Assessore alla Sanità Tedesco (PD) e le aziende di fornitura di materiale sanitario facenti capo ai figli, sia le aziende che fanno capo alla famiglia Tarantini, nonché l’amministratore della Tradeco che opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti anche sanitari ed un imprenditore di Bisceglie che opera nel settore della riabilitazione domiciliare.
Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa, e per alcuni reati si ipotizza l’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa.
Nelle mani di chi è caduta la Regione Puglia?
All’epoca di mani pulite, negli anni ‘92 e ‘93, la magistratura e gli italiani si sono ribellati agli eccessi e speravano in un nuovo inizio essendosi chiusa un’epoca storica a seguito della caduta del muro di Berlino, della guerra fredda, e della quarantennale ed ormai desueta democrazia bloccata.
Tutti speravano che la 2^ Repubblica sarebbe stata migliore.
L’ondata antipolitica degli anni ‘90 si abbatté sui partiti che avevano ininterrottamente governato nei decenni precedenti.
La sinistra non ha frenato, ma assecondato l’attivismo giudiziario pensando che avrebbe colpito solo i nemici (Berlusconi, Fitto. Etc).
Adesso il bersaglio è la sinistra governante che ieri cavalcava l’onda del moralismo legalitario ed oggi ciò sta travolgendo anche loro.
Questo, purtroppo, è quello che succede ad una classe politica incapace di trovare un corretto equilibrio tra potere rappresentativo e quello giudiziario.
L’altro aspetto è quello che non si possono prendere impegni nei confronti dei moralisti legalitari e poi non mantenerli.
Per esempio nell’ultima campagna elettorale Vendola aveva promesso una Puglia migliore di quella ereditata da Fitto, di non aumentare le tasse, di rendere il Palazzo della Regione un Palazzo di vetro.
Tutte promesse non mantenute che hanno suscitato la delusione del popolo dei moralisti.
Così alla sinistra, che per anni, ha cavalcato il moralismo legalitario è stato presentato il conto.


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È QUESTA LA PUGLIA MIGLIORE DI VENDOLA? COME LA METTIAMO CON I MORALISTI LEGALITARI DI SINISTRA?

Scritto da Francesco Pistilli il 31 luglio 2009 – 12:55 -

Ci sono nuovi sviluppi dell’inchiesta sulla Sanità in Puglia.
I carabinieri hanno perquisito le sedi del PD, dei Socialisti, di Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà e della Lista Emiliano per acquisire i bilanci.
L’inchiesta che vede indagate una ventina di persone tra imprenditori e dirigenti politici riguarda un presunto intreccio tra politica e mondo imprenditoriale.
Il sospetto è che i partiti del centrosinistra in Puglia dal 2005 ad oggi, da quando Vendola è Governatore della Puglia, avrebbero favorito alcuni imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario in cambio di finanziamenti ai partiti.
I carabinieri stanno controllando tutta la documentazione relativa ai bilanci dei partiti per verificare i finanziamenti delle campagne elettorali dal 2005 ad oggi comprese le ultime competizioni comunali a Bari.
Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa e per alcuni degli indagati, ci sarebbe anche l’accusa di aver favorito un’associazione mafiosa.
Gli accertamenti dei Carabinieri riguardano l’ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti sul presunto intreccio tra mafia, politica ed affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario.
Il PM vuole verificare se nei bilanci siano stati regolarmente iscritti tutti i finanziamenti ricevuti dal mondo imprenditoriale. I militari hanno anche acquisito tutta la documentazione relativa ai contratti ed ai rapporti intrattenuti dai partiti con gli istituti di credito.
Se tutto questo fosse accertato come la mettiamo con quelli della sinistra che hanno sempre cavalcato la questione morale facendone una bandiera in tutte le competizioni elettorali?
Cosa ne pensano oggi i moralisti legalitari che hanno additato il centrodestra e Berlusconi come degli untori?
Adesso il bersaglio è la sinistra governante che ieri cavalcava l’onda del moralismo legalitario, ed oggi ciò sta travolgendo anche loro.
Nella competizione elettorale del 2005 Vendola e company della questione morale ne hanno fatto oggetto di predicazione politica, che hanno sbandierato in tutte le Piazze della Regione.
Vendola ha accusato il centrodestra di aver praticato una gestione allegra e poco trasparente.
Oggi dichiarare di aver fiducia nella magistratura può rappresentare un livello successivo di ipocrisia se si ha la quasi certezza che i giudici sono benevoli verso la propria parte politica.
Quindi Vendola più che ancorarsi alla valutazione dei giudici doveva corazzare già prima la sua maggioranza contro ogni debolezza morale e giuridica se voleva fare della correttezza politica ed amministrativa il suo legittimo cavallo di battaglia, e, poi proprio dalla sua stessa Giunta avere una smentita così pacchiana di mala politica sia essa perseguibile o non a norma di leggi.
La correttezza ha una banda larghissima di comportamenti, che pur non perseguibili come reati, restano ugualmente comportamenti scorretti e censurabili.
Con un po’ di umiltà la sinistra ci risparmi le noiose prediche ed impari concretamente a rispettare il codice deontologico della correttezza politica, che è quello di un governatore che non tradisce il suo mandato nei riguardi di tutto il popolo pugliese i cui appartenenti sono tutti eguali.


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LA SANITA’ IN PUGLIA IL GOVERNATORE VENDOLA ED IL CORAGGIO DELLA VERITA’

Scritto da Francesco Pistilli il 20 luglio 2009 – 11:45 -

Le vicende, che emergono dalle inchieste del Tribunale di Bari sulla sanità pugliese, stanno mettendo a nudo antichi vizi, che hanno prosperato, persino aggravandosi, durante questi anni del Governatore Nichi Vendola, che, almeno a parole, ha fatto della correttezza amministrativa il pilastro fondante della sua predicazione politica.

Nessuno pensa di avanzare ombre sui comportamenti personali del Governatore, uomo di grandi ideali al di sopra di ogni sospetto.

Ma non si può non constatare che durante il suo governo della Puglia i mali della sanità, in termini di corruzione, sono cresciuti. E se personalmente Vendola non porta delle responsabilità, tuttavia come presidente della Giunta egli non può chiamasi fuori dalle responsabilità dei suoi Assessori o funzionari.

Intervenire drasticamente, ma solo a posteriori, dimissionando assessori o presidenti della ASL non è certamente il segno di una efficace azione di prevenzione e di controllo.

Come Presidente della Giunta egli doveva rendersi conto di ciò che si andava operando, soprattutto perché da molte parti, oltre che dall’opposizione di centrodestra, si levavano voci critiche e denunce puntuali e documentate.

Il Governatore Vendola o le ha ritenute, con superficialità, frutto di un’opposizione preconcetta o ha cercato di coprire la realtà assorbendola nella nebbia della sua abile ed ottima predicazione. In entrambe le ipotesi non si sfugge da una tenaglia di colpevolezza etica e politica: o per superficialità ed assenza o per corresponsabilità.

Ora è necessario che il Governatore Vendola spieghi alle popolazioni della Sua Regione quale sia stato il suo ruolo.

Né si può ritenere che gli aspetti marginali e scandalistici dell’inchiesta della magistratura, che si riferiscono alle imprese pruriginose del Tarantini e compagni, possano oscurare le sostanza dell’inchiesta, che si svolge essenzialmente sulla corruzione che ha dissanguato la sanità pugliese, nella quale uomini della Giunta Regionale e della Maggioranza di Centrosinistra si dice che siano invischiati e coinvolti fino al collo.

Vendola, non può sottrarsi al suo dovere di chiarire ai Pugliesi, prima ed a parte di quello che faranno i giudici, quale ruolo abbia egli stesso svolto: era il convitato di pietra, il grande fratello, il porto delle nebbie che tutto assorbiva e cancellava, dietro la patina della sua rispettabilità?

Dica il Governatore Vendola, cui non manca la parola, la verità schietta alla sua gente e questa volta senza la retorica della sua ispirazione, ma con la secchezza dei fatti senza veli e senza fronzoli.

Perché, se si può concedere che essi non implichino delle responsabilità penali, tuttavia non si può negare che sono evidenti e forti le responsabilità politiche o le carenze nella capacità di direzione e di controllo dell’attività amministrativa regionale e della sua Maggioranza di Centrosinistra.

L’umiltà e la cenere che si chiedono per altri, il Governatore Vendola le imponga dignitosamente a se stesso e sarà una misura certamente amara, ma di riscatto personale e politico.


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VENDOLA: LA QUESTIONE SANITA’: CHI DI SPADA FERISCE..La sinistra ancora una volta nella polvere delle inchieste giudiziarie per aver praticato un’indecorosa politica di basso conio

Scritto da Francesco Pistilli il 17 luglio 2009 – 07:51 -

I filoni d’inchiesta sulla questione sanità nella nostra Regione tengono alto il dibattito.
Si presume la presenza di lobby affaristiche intente a pilotare appalti in sanità nel settore delle forniture e dei servizi esternalizzati.
Lo stesso Assessore alla Sanità dichiara che le “lobby affaristiche” sono riuscite ad entrare nel sistema degli appalti sanitari facendo intendere che tutto si è verificato a loro insaputa pur essendo al Governo da più di 4 anni.
Il caos in merito alla organizzazione del sistema sanitario, al budget, controllo dei costi viene denunciato anche dai sindacati, operatori sanitari e medici pugliesi.
A tal proposito l’Assessore Fiore promette maggiori controlli sugli appalti, sulla spesa sanitaria e sulle nomine dei primari e direttori generali. Il Presidente Vendola, che dice di non sapere, scarica sugli assessori le responsabilità e li rimuove.
La Puglia migliore di Vendola vede un Presidente Regionale incapace di gestire il sistema sanitario stabilendo un sistema di regole e controlli che impedisce le mansioni affaristiche nel comparto della sanità.
Una mia riflessione a tal proposito: la sinistra predica bene e razzola male.
Quello della moralità in politica è stato sempre un cavallo di battaglia che ha portato un sacco di voti alla sinistra e a Vendola.
Oggi anche loro sono caduti nella polvere delle inchieste giudiziarie.
Oggetto di intercettazioni telefoniche, di essere scoperti con le mani nel sacco, se non a commettere reati, certamente a fare indecorosa la politica e renderla di basso conio. Non è bello.
La questione morale non deve essere oggetto di predicazione politica, le persone oneste non ne fanno mai vanto, non la sbandierano ai quattro venti, ma ritengono connaturata a sé l’onestà, come una caratteristica del proprio corpo che non va ostentata.
Il peggio in chi è moralista strumentale, viene fuori quando, per giustificare atti e comportamenti anomali, afferma di avere prima fiducia nella magistratura o accampa il servizio reso al proprio elettorato, confondendo il popolo con la cerchia dei propri amici.
Noi siamo e restiamo garantisti ma riteniamo che anche gli altri imparino ad esserlo e riportino la questione morale ad un corretto costume.
Con un po’ di umiltà la sinistra e Vendola ci risparmino le noiose prediche ed imparino a rispettare il codice deontologico della correttezza politica che è quello secondo cui la moralità deve diventare l’anima del deposito di idee, dei programmi, dei progetti, dei modelli e dei comportamenti gestionali.


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La Questione Morale di Di Pietro:Quelli che Predicano Bene e Razzolano Male

Scritto da Francesco Pistilli il 13 gennaio 2009 – 10:40 -

Il Centrosinistra ha sempre avuto buon gioco nell’accusare il Centrodestra, ed il Presidente Berlusconi, di mancanza di senso morale nella politica.

Quello della moralità in politica è stato sempre un cavallo di battaglia che ha portato un sacco di voti alla Sinistra. Ad essa , poi, si è associato anche il Partito di Antonio Di Pietro, che da ex-Pubblico Ministero di Mani Pulite ha recitato sempre la parte della massima intransigenza in questione di moralità, di legalità e di giustizia.

Fa davvero senso, adesso, vedere sia il Partito Democratico e sia l’Italia dei Valori cadere nella polvere delle inchieste giudiziarie, essere oggetto di intercettazioni telefoniche, essere scoperti con le mani nel sacco, se non a commettere reati, certamente a fare indecorosa politica di basso conio.

E non v’è persona più spregevole, o partito politico più spregevole, di quella che con sfacciata ipocrisia predica bene e razzola male.

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Speciale:La Questione Morale della Sinistra

Scritto da Francesco Pistilli il 29 dicembre 2008 – 21:02 -

pistilli.jpgLa Questione Morale della Sinistra


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