Quesito: La Riforma Gelmini
Scritto da Francesco Pistilli il 13 novembre 2008 – 11:14 -
LE RIFORME SULLA SCUOLA DEL MINISTRO GELMINI
E’ importante sapere cosa produrrà questa volontà riformatrice. E’ opportuna una riflessione attenta e capace di valutare gli effetti che i provvedimenti avranno sulla scuola, sugli alunni e sulle loro Famiglie. Al fine di tabulare e conteggiare meglio le risposte propongo i seguenti quesiti: che non escludono che chi lo vuole non possa fare delle ulteriori libere riflessoni.
1) La contestazione del ministro Gelmini ai professori ed alla scuola del meridione:
- è giusta e sacrosanta
- è frutto di superficialità di analisi e di pregiudizio.
2) Il Maestro prevalente alle elementari:
- è inadeguata alle esigenze di una moderna didattica;
- è didatticamente e pedagogicamente più efficace.
3) Quanto al Maestro prevalente :
- è giusto mantenere il bambino nella dipendenza da una figura assorbente;
- è giusto avviarlo ad uno svezzamento affettivo, già iniziato con la scuola materna con le due maestre e l’inserviente.
5) Il Maestro prevalente :
- alleggerisce di molto i costi, riducendo il personale;
- non riduce il personale, ma soltanto obbliga il maestro a svolgere il suo orario in una sola classe.
6) Il cinque in condotta come strumento per la sanzione della ripetizione dell’anno scolastico:
- avrà un’efficace deterrenza per prevenire manifestazioni indisciplinate;
- è uno strumento repressivo contrario alla psicodidattica.
7) Una buona scuola ed insegnanti professionalmente validi:
- sono in grado di prevenire e curare comportamenti indisciplinati, senza sanzioni;
- sono inermi ed impotenti di fronte ad atteggiamenti devianti.
8) La sanzione così pesante contro il cinque in condotta:
- farà rinsavire i piccoli devianti e le loro famiglie;
- getterà i bambini sulla strada con i suoi rischi e le famiglie nella disperazione.
9) L’imposizione del grembiule
- porterà nella scuola una visibile uguaglianza sociale;
- annienterà le individualità con tendenza all’intruppamento.
10) L’imposizione del grembiule
- verrà incontro alle famiglie più modeste perché si imporrà un modello standard a costo fisso (e politico) nazionale;
- sarà oggetto di speculazione e lieviteranno i costi.
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Inquinate Le Manifestazioni Studentesche dagli Attempati Politicanti
Scritto da Francesco Pistilli il 28 ottobre 2008 – 19:38 -
Un merito era stato riconosciuto questa volta universalmente agli Studenti in rivolta, quello di essersi svezzati dai loro padri naturali e politici, e di saper camminare con le oro gambe.
Che ci fanno, allora gli attempati ‘SIGNORI’ della Puglia, POLITICANTI SENZA DECORO, che si sono infiltrati tra i giovani Studenti?
Che ci fanno, tra gli Studenti che manifestano orgogliosamente autosufficienti ed autonomi, le tre primule rosse spampanate della Puglia, Vendola, Emiliano, Divella?
Se gli Studenti giustamente lamentano lo stato delle strutture scolastiche non è colpa loro?
Con quale faccia di bronzo si possono intrufolare tra i ragazzi, loro che non si sono neppure presentati a Roma al tavolo di confronto ?
Con quale animo si possono umiliare i nostri Studenti strumentalizzando indecorosamente a scopo di bassa politica le loro iniziative scevre da ogni calcolo politico?
E’ tutto davvero squallido e vergognoso e manifesta la disperazione che spinge i tre a raccattare ogni occasione per tentare di porre un argine alla valanga politica della sinistra pugliese che viene giù rovinosamente.
Ma oltre alla indignazione per la strumentalizzazione dei nostri ragazzi, si coglie la malattia inguaribile della Sinistra di strumentalizzare tutto senza ritegno e di danneggiare anche le istituzioni a scopo di guerriglia partitica, con grave danno per l’Italia, per le istituzioni e per la convivenza democratica.
Vendola, invece di deturpare la purezza politica e democratica degli Studenti, farebbe bene ad occuparsi della Sanità Pugliese dei Trasporti e del nostro sviluppo.
Emiliano pensi al Teatro Petruzzelli ed alla Cittadella della Giustizia, dove si misura l’incapacità di governo della Sua Giunta e Divella abbia il pudore di non presentarsi in pubblico con gli Studenti mentre la sciatteria e le inadempienze della Provincia nel settore scolastico e in tutto l’arco amministrativo gridano vendetta.
Ci auguriamo che gli Studenti vogliano orgogliosamente salvaguardare l’onore e il decoro della loro manifestazione ed intimare ai tre intrusi di accomodarsi nei loro uffici e lavorare per la Comunità Pugliese.
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La Riforma Della Scuola ed Il Confronto Senza Pregiudizi
Scritto da Francesco Pistilli il 23 ottobre 2008 – 13:05 -
In qualità di Sindaco del Comune di Acquaviva delle Fonti, ho partecipato, giovedì 16 ottobre c.a., all’incontro promosso dai Sindacati CGIL,CISL e UIL e fatto proprio dall’Assessore Regionale all’Istruzione, sulle recenti riforme introdotte nella scuola dal Ministro Mariastella Gelmini.
Mi sarei aspettato maggiore partecipazione, vista la fonte autorevole da cui è pervenuto l’invito e l’importanza del problema.
Ma quello che ha maggiormente sorpreso è il clima dell’incontro, nel quale più che confrontarsi sui contenuti delle riforme introdotte, con tutte le perplessità che esse possono provocare, ma anche con i loro lati apprezzabili, si è trattato di un convegno in cui persone di uno stesso orientamento si sono date convegno per gettare sterilmente soltanto fango sul Ministro e sul Governo. Leggi tutto »
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Riforma Scolastica: Diciamo Tutta La Verità
Scritto da Francesco Pistilli il 20 ottobre 2008 – 11:52 -
Cortei in tutta Italia e giornate di mobilitazione organizzate dai Sindacati autonomi mentre il 30 ottobre è in programma lo sciopero proclamato dai sindacati contro la riforma di scuola ed università.
Tra il mondo della scuola ed il Ministro Gelmini la discordia sembra regnare sovrana.
Le strumentalizzazioni da parte dei sindacati e della sinistra sono tante e per questo bisogna fare attenzione a non farsi prendere da nessun allarme e da nessuna esagerazione, così come dice il Presidente della Repubblica.
Bisogna restituire alla scuola la funzione educativa, reintrodurre la meritocrazia e la gratificazione economica per i docenti reinvestendo i risparmi derivanti dalla razionalizzazione del personale. Leggi tutto »
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Un Nuovo Concetto Di Scuola
Scritto da Francesco Pistilli il 28 settembre 2008 – 10:48 -
La scuola assurge agli onori della cronaca per episodi di inefficienza, bullismo e violenza. Tutto ciò comporta sfiducia da parte degli insegnanti ed insoddisfazione da parte delle famiglie.
La verità è che oggi chiediamo alla scuola qualcosa si più rispetto al passato.
L’educazione, la formazione e la funzione sociale è legata al welfare perché la scuola di oggi è considerata come un parcheggio per i figli per evitare che vadano per strada.
Quindi più che un ritorno al passato dobbiamo parlare di una semplificazione de sistema, un ritorno alla semplicità ed ai compiti fondamentali,quello cioè di trasmettere il sapere e l’educazione.
Nel tempo gli insegnanti per un senso mai precisato di modernizzazione del sistema, hanno perso la loro originaria funzione hanno pochi stimoli a fare meglio anche di tipo economico.
L’avanzamento è solo per anzianità e non per meriti i governi precedenti hanno sottovalutato questo ruolo e bisogna recuperarlo. Per esempio il grembiule non risolve il problema della scuola, ma è un segno di ordine, rigore ed uguaglianza. Saranno comunque i presidi a decidere se adottarla o meno.
Sono favorevole al maestro unico; ai miei tempi era così.
Occorrono maestri autorevoli, severi, capaci di governare una classe e di trasmettere i saperi.
Il rapporto con un solo insegnante è autorevole e privilegiato.
Oggi la finanziaria prevede di ridurre il personale della scuola di 85 mila posti in 3 anni questi sacrifici servono a liberare posti per il domani.
Oggi servono meno insegnanti e meno pagati per questo il 30% di questi tagli sarà reinvestito per premiare il merito.
Cambiare i libri ogni anno non è cosa buona e giusta e complica la vita alle famiglie.
Per quanto riguarda l’ora di religione bisogna precisare che la laicità della scuola è giusta ma è altrettanto giusto coltivare la conoscenza delle nostre radici cristiane.
È importante quindi apprendere i principi della nostra religione che fa parte della nostra cultura occidentale. In Europa tutti hanno l’ora di religione, eccetto al Francia e Slovenia, non bisogna obbligare, però bisogna ammettere che per le altre religioni che hanno modalità differenti, diventa difficile organizzare qualcosa per pochi bambini.
Senza una scuola che funzioni il nostro Paese non ha un futuro.
Noi vogliamo una Nazione fatta di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di potersi scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani, senza distinzione di ceto sociale vadano a scuola per conseguire un diploma o una laurea di qualità.
Senza una scuola che funzioni questi obiettivi non potranno mai essere raggiunti.
La nostra non è una rivoluzione, ma ogni studente deve essere valorizzato in base alle proprie capacità ed ogni insegnante che si impegna deve essere motivato con premi adeguati.
Dobbiamo preoccuparci non di cambiare la struttura, ma di motivare le persone. Il problema degli insegnanti non è legato alla loro anzianità ma alla loro motivazione. La scuola non deve essere considerata uno stipendificio, cioè un modo per trovare lavoro perché questo tipo di scelta va a discapito dei nostri figli, cioè il futuro.
Inoltre alla base vi è un livello di insoddisfazione generalizzato che esiste tra gli studenti, i genitori e gli insegnanti che sono sottopagati e non vengono valorizzati. E’ una realtà a cui va posto rimedio con una finanziaria che preveda la razionalizzazione delle spese e l’introduzione della meritocrazia.
Con i risparmi che si andranno a concretizzare grazie alla riduzione degli sprechi e del numero degli insegnanti, da 3 a 1, si potranno pagare gli insegnanti che si impegneranno di più. Quindi la formula meno insegnanti e pagati meglio e più poteri ai presidi.
Se gli insegnanti vengono motivati, la scuola sarà rilanciata automaticamente senza il bisogno di riforme inutili ed estemporanee. Oggi in Italia ci sono docenti sottopagati e poco considerati; per questo occorre rivedere il metodo di reclutamento, pretendere una formazione permanente e valorizzare il merito.
In questi anni, invece, ci siamo dimenticati che la scuola è fatta di persone, abbiamo pensato di fare bene nell’inondare la scuola di progetti senza preoccuparci della loro efficacia e del grado di preparazione degli insegnanti.
Dobbiamo puntare anche ad un meccanismo che premi di più.
Per quanto concerne la reintroduzione del voto in condotta, gli studenti saranno valutati non solo in base ai risultati conseguiti nelle singole discipline, ma anche in base a comportamenti tenuti a scuola. Nei casi di grave insufficienza nella condotta l’alunno non sarà ammesso all’anno successivo. Questa è la risposta non solo al moltiplicarsi dei fenomeni di bullismo, ma anche il segnale che la scuola vuole recuperare il suo ruolo nell’ambito educativo. È importante conoscere la matematica, le scienze, ma è altrettanto importante il rispetto delle regole.
Oggi a scuola l’autorità dei docenti è spesso messa in discussione e con la reintroduzione del voto in condotta si stabilisce una certa severità.
La reintroduzione del grembiule è necessaria perché oggi a scuola si va con abiti succinti, ombellichi e seni semiscoperti e gambe troppo in vista.
Il ritorno all’educazione civica è un altro segnale di ridare alla scuola la sua funzione educativa. Ricevere una educazione stradale, ambientale, alla salute consentirà allo studente di diventare più consapevole.
Per dare maggiore ed immediata chiarezza alla valutazione degli alunni ci sarà il ritorno ai voti in pagella affiancati dai giudizi che spiegheranno meglio il voto.
Dal 2009 torna la figura del maestro unico dalla prima elementare per dare ai bambini un punto di riferimento e valorizzare l’insegnante.
Per quanto concerne i libri di testo questi saranno validi per 5 anni per evitare che pesino troppo sul bilancio familiare. A scuola si insegnano conoscenze che non mutano di anno in anno. Che necessità c’è di cambiare libri per spiegare i Promessi Sposi, la Divina Commedia o la storia di Roma?sarebbe giusto seguire l’esempio che ci dà l’Inghilterra dove i libri di testo sono di proprietà della scuola che lo studente deve trattare con cura perché in caso contrario dovrà pagare i danni causati.
Tags: gelmini, scuola
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