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Seconda Lettera al Ministro Brunetta.

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UtenteMessaggio

09:55
14 dicembre 2009


Ministro Brunetta

Ospite

Egergio Dottor Pistilli,

il Ministro la ringrazia per le cortesi osservazioni contenute nelle Sue numerose

email, che sono state oggetto di attenta riflessione.

La invito a seguire e verificare i risultati dell'azione di governo, con particolare

riguardo a quelle relative al Sud del nostro Paese, sul sito istituzionale

http://www.innovazionepa.gov.it.

L'occasione è gradita per progerLe cordiali saluti.

Cons. Sergio Masini

09:38
3 dicembre 2009


Carmine

Ospite

Carissimo Francesco,io leggo sempre con particolare attenzione

le tue comunicazioni di cui condivido i contenuti al 1000%.

Come tu ricorderai, io, quando rientrai in Calabria fondai una

Azienda nel settore informatico, ed una volta restai senza fiato

nel sentire in un Ufficio Pubblico un dipendente che, dietro una

colonna rivolto a un collega, diceva: cu, cu! Mi vedi?

Giocavano a nascondino!
E te ne potrei raccontare molte altre!

Per il momento t'invio affettuosi saluti.
                   Carmine Rota

13:20
30 novembre 2009


Francesco Pistilli

Amministratore

messaggi70

Seconda  Lettera Aperta al Ministro Brunetta

per sollecitare il

Codice del Buon Amministratore contro i fannulloni politici


Non ho ricevuto alcuna risposta in merito alla mia con la quale chiedevo una eguale opera di risanamento e di rigore nei confronti della classe di governanti a tutti i livelli. Ho anche realizzato un forum sul mio sito http://www.francescopistilli.it/forum al quale molti hanno scritto condividendo l’iniziativa e manifestando il desiderio di ricevere una risposta.

Finora ho molto apprezzato il Suo attivismo e la Sua determinazione, grazie alle quali l’assenteismo nella pubblica amministrazione è diminuito e, quando, in estate ed all’inizio dell’autunno, è ripreso il brutto andazzo Lei ha dichiarato che "non possiamo tenere bassa la guardia contro i comportamenti opportunistici".

Gli ultimi dati sull’assenteismo nella P.A. dimostrano che le cattive abitudini sono dure a morire, ma sono convinto che la sua meritoria opera darà i risultati che tutti attendono.

Ho anche letto il Suo libro "Sud un sogno possibile", 207 pagine fitte di analisi sui mali del Mezzogiorno che sono sì le infrastrutture malandate o, addirittura, inesistenti, il lavoro carente e la criminalità dominante, ma lei aggiunge l’assenza di una classe dirigente all’altezza della situazione.

Voglio soffermarmi su questo aspetto, che ho evidenziato già nella mia precedente nota, precisando che l’attuale classe dirigente in maggioranza è inadeguata, sfaticata, litigiosa, insipiente sia al nord che al sud, a destra e a sinistra.

Pare che Lei condivida questa mia affermazione, tant’è vero che nel Suo libro si  apprende che "a fallire è stata la classe dirigente italiana che non è riuscita ad adattare le politiche e le misure previste per il nord e per l’Europa alla particolare realtà meridionale".

Quindi Lei sostiene che per risolvere i problemi del Sud occorre oggi "una nuova spedizione dei mille" ovvero una sorta di invasione di funzionari ed esperti pubblici esperti e capaci che a livello locale dovranno essere coadiuvati da una rete di dirigenti e funzionari pubblici.

Un esperto economista come Lei sa, meglio di me che la maggior parte dei burocrati del nord sono meridionali e si sono sempre distinti per efficienza ed efficacia nel loro operato e questo dimostra che il vero talento è al Sud. Mi chiedo a cosa serve parlare ancora di nord e sud e non del paese Italia considerato che stiamo per festeggiare l’anniversario dell’Unità. Pertanto, bisogna parlare di un’Italia unica ed unita.

Lei dice bene nel Suo libro: il vero problema è la classe dirigente; molti politici sono improvvisati, irresponsabili, insipienti, impreparati. A volte dei veri dilettanti allo sbaraglio.

Le riforme sono inutili se non c’è una vera cultura di governo che si acquisisce pian piano, con esperienza, vivendo i vari stadi della gestione della cosa pubblica, come accadeva in passato.

Perché in tutte le professioni un periodo di apprendistato è la condizione necessaria per l’accesso all’attività, mentre per i politici coloro che  hanno  svolto il lungo tirocinio nella politica di base vengono tutti scartati bellimbusti e vengono chiamati a ricoprire incarichi importanti coloro che provengono da altre attività e sono incompetenti per la politica vera, quella della gente?

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nella migliore delle ipotesi fanno male entrambe le cose ( professione e politica), nella peggiore usano la politica per fare anche carriera nella professione, a differenza di coloro che si dedicano anima e corpo per fare bene una sola cosa in uno dei due campi.

Cominciamo, quindi, dalla formulazione delle liste: il nostro elettorato è reso oramai impotente, non avendo più a disposizione le preferenze, e non può correggere queste storture se non a prezzo di non votare più per la sua idea politica. Tutto viene deciso dall’alto e le liste somigliano quasi sempre a gallerie di personaggi famosi di belle apparenze che sono dediti a ben altro.

Per non parlare delle imposizioni, di lustrini forestieri espressione di un Palazzo spesso autoreferenziale staccato dall’elettorato e dalle strutture e quadri locali che costituiscono il tessuto connettivo.

Ma la cosa peggiore è che, una volta eletti, molti di loro non si ricordano della base e, pur percependo pingui stipendi, sono sistematicamente assenti oppure garantiscono la presenza per minuti, al fine di percepire il gettone.

Nella mia precedente nota ho invitato Lei, sig. Ministro,  a fare dei controlli presso gli Uffici Giunta e Consiglio. Se lo farà, si renderà conto che sono davvero tanti i fannulloni politici che, solo perché appartengono a determinate caste, vengono candidati.

Non mi stancherò di scriverLe fino a quando non mi darà una tangibile dimostrazione della Sua azione di pulizia nella P.A. a tutto tondo.

Nella speranza che non mi deluda, Le auguro buon lavoro e La saluto ossequiosamente.


Acquaviva delle Fonti,  25 novembre 2009


                                                                                              Dr. Francesco PISTILLI

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