Forum | La Pillola Abortiva RU486 e la buona politica

Utente attuale: Ospite Collegati
Registrati

Cerca nei forum:


 






La Pillola Abortiva RU486 e la buona politica

Aggiungi un nuovo argomento Rispondi al messaggio
UtenteMessaggio

14:03
12 novembre 2009


Associzione "C

Ospite

Egregio dott. Pistilli, occupandosi la nostra associazione proprio delle tematiche relative alla maternità (più che alla riproduzione della specie) ci invita a nozze su questi argomenti e visto che ce lo chiede espressamente con il suo messaggio ricevuto il 2 novembre, veniamo a dirle la nostra:
-sul primo principio non esprimiamo alcuna considerazione: la nostra non è un'associazione religiosa, ne' tantomeno cattolica. Per quanto riguarda, quindi, i ricatti della chiesa cattolica chieda ai suoi responsabili che, forse, sono anche i suoi: vescovi e papa. Forse lei è un cattolico? oppure è un cattolcio dissidente? a noi non interessano queste sue faccende religiose.
-Per il secondo principio dovrebbe chiedere alla sua gerarchia cattolica se è possibile separare la fede dalla morale oppure occorre prendere tutto a scatola chiusa in quanto la seconda discende dalla prima. Ma come per il primo principio a noi questo problema se la fede e la morale vanno insieme oppure è possibile dividerle (la fede riguarda le cose celesti e la morale le cose terrene e ognuno fa da sè) a noi non importa.
-Il terzo principio riguarda se i politici vogliono fare i chierichetti della gerarchia o i chierichetti di pannella et similia ma per questo non ci disperiamo: sono affari che riguardano la dipendenza dei politici da quelli o da questo. A noi interessano i politici che ragionano con la propria testa e noi elettori verifichiamo se la loro testa è buona (dal nostro punto di vista) o se è una zucca vuota. Se è buona li rivotiamo, se è una zucca vuota facciamo propaganda per mandarli a quel paese da dove sono venuti.
-e FINALMENTE, dopo tre principi a vuoto, o tre vuoti a perdere, entriamo nel merito della questione ponendo dei quesiti:
*Lei metterebbe nelle mani di una donna o una ragazza (pensi a sua figlia) una pistola con il colpo in canna (RU486)? 28 DONNE sono morte per questo "farmaco" che non abbiamo ancora capito quale malattia curi.
*La diffusione della pillola abortiva aumenterebbe o diminuirebbe "l'invito all'aborto" che viene fatto alle donne e alle ragazzine? L'aborto, ovvero l'uccisione di una vita umana in embrione chiamata all'esistenza e poi eliminata, le sembra una quisquilia o è un dramma per la donna e una tragedia per l'essere umano in embrione?
*Le ragazze (se le stanno a cuore come sua figlia) essendo in giro la RU486, sarebbero invogliate ad avere rapporti sessuali con chiunque o cio' le spingerebbe ad essere più prudenti, più responsabili, più attente, a non prendere il sesso come un gioco o un'attività sportiva? allora perchè non invogliare ancora di più le ragazze e i ragazzi sin dalla più tenera età a comprarsi i preservativi ed esercitarsi per potersi divertire col sesso? 
*Perchè questo insetticida umano deve essere a carico del servizio sanitario nazionale ovvero anche di quei cittadini che pagano le tasse e credono che questo servizio sia un'attività criminale?
*Questo veleno RU486 lascia ancora più sole le donne e le ragazzine, altro che libero arbitrio. Vogliamo dare la libertà di uccidersi e di uccidere? qui si gioca al massacro culturale prima, e fisico dopo.
*Infine, le donne che lo volessero potrebbero prendersi tutte le pillole RU (Rovina Utero) che desiderano ma non chiedessero il nostro consenso, nè ci chiedessero di votare chi sostiene questa filosofia di vita. Noi non ci stiamo.
Come vede del papa, dei vescovi, dell'osservatore romano, di avvenire e dei politici chierichetti delle diverse chiese religiose e laiche non ce ne cala granche'.
 
Il direttivo di Progetto Uomo

10:37
4 novembre 2009


popolariliberalgioia

Ospite


Caro Francesco,
grazie per l'inoltro della posta, ma in occasione dell'invio di questa tua presa
di posizone non possiamo assolutamente essere in accordo.
Vero è che il Politico non deve farsi influenzare dalle richeste della Chiesa,
ma è opportuno che un politico che si rispetti debba (in certi casi) fissare
dei paletti ed esser in grado d evitare che il libero arbitrio di chicchesia
possa arrivare ad utilizzare la pillola abortiva a scopo anticoncezionale.
Altre considerazioni si potrebbero fare ma il tempo è tiranno, a presto.

11:00
3 novembre 2009


Fabrizio

Ospite

Sul punto 1) ritengo che la Chiesa non abbia il diritto di imporre alcunché alla politica che la l'esclusiva dell'organizzazione dello Stato ma abbia il diritto di far presente la propria posizione nonché di minacciare ed attuare sanzioni ecclesiastiche, stando ben attenta a non sbagliare nell'interesse suo proprio e di quello del popolo di Dio che potrebbe non riconoscere più la sua guida morale e perdersi. 

Sul punto 2) ritengo sia stabilire cosa si intende per fedeli: coloro che sono fedeli alla Chiesa ed alla sua Gerarchia possono manifestare pareri difformi ma alla fine non possono che accettare il dettato della Chiesa o uscire dalla Comunità; coloro che sono fedeli a Dio ed alla sua Legge, così come se l'immaginano, non hanno il problema.  

Sul punto 3) concordo quasi totalmente; ritengo però che la politica non possa esimersi dall'essere anche guida morale del popolo in quanto il benessere materiale, a mio parere, non può esistere senza quello morale.  
4)    Le donne non vengono obbligate dall’introduzione della pillola abortiva a farne  per forza uso, ma si offre loro una possibilità in più che si spera non debbano mai utilizzare, ma se ciò dovesse rendersi necessario è bene che siano messe in condizione di farlo nel miglior modo possibile, sentendosi ugualmente rispettate, assistite e curate.  Lasciamo soprattutto alle donne l’esercizio del loro libero arbitrio, perché non devono essere schiave o sottoposte di nessuno e non sono assimilabili ad incubatrici  automatiche. Ogni donna è portata a sentire responsabilmente il suo ruolo biologico- sociale della maternità  e nessuna imposizione autoritaria, sociale o religiosa, deve intaccare questa sfera della loro personale, profonda ed insondabile percezione dell’essere donna. Ogni imposizione o proposta esterna umilia profondamente e  irrimediabilmente il loro ruolo biologico – sociale e produce guasti immensi.

Sul punto 4) ritengo di dover sottolineare che la RU486 ci è stata presentata dalle sinistre come "pillola del giorno dopo" per farci credere che fosse il mezzo per prevenire gravidanze indesiderate mentre ora è chiaro che trattasi di un diverso mezzo per l'interruzione di gravidanza: ossia l'aborto. A mio parere, poiché l'aborto elimina un'entità, l'embrione, piccolissima, muta, lontana dagli occhi e dal cuore, che non può fare cortei o scioperi, dotata di un proprio DNA originale e diverso da quello dei genitori, siamo nell'ambito della soppressione di una vita umana, che dovrebbe essere prevista e consentita solo in casi particolarissimi. Inoltre non credo si possa considerare l'esercizio del libero arbitrio come concetto assoluto superiore a tutti gli altri  e, in fatto di procreazione, applicarlo sollo alla donna e non anche all'uomo.

Per concludere dico sì alla RU486 solo in quanto metodo meno cruento per abortire. Ovviamente in quei casi in cui l'aborto sia una scelta necessaria.

13:02
26 ottobre 2009


Francesco Pistilli

Amministratore

messaggi70

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIF) si è pronunciata approvando l’introduzione e l’uso in Italia della pillola abortiva denominata RU486, scoperta dal francese Etie3nne-EmileBaulieu e commercializzata dal 1988 in Francia, in Cina e poi negli Usa, in Inghilterra ecc.

Il 26 febbraio 2008 il Comitato Tecnico Scientifico dell’AIF diede parere positivo all’introduzione in Italia. Di fatto dal 2005 una ventina di ospedali italiani utilizzano regolarmente la RU486 e finora almeno 4.000 donne ne hanno fatto uso.

L’approvazione definitiva da parte dell’AIF ha suscitato commenti critici e polemiche in alcuni settori della società e della politica italiana e soprattutto nelle gerarchie ecclesiastiche, di cui si non fatti portavoce sia l’Osservatore Romano e sia il quotidiano dei Vescovi italiani ‘Avvenire’.

Se vogliamo esaminare serenamente la questione occorre puntualizzare tre principi:

1) La chiesa ha il diritto-dovere di illuminare i suoi fedeli e di far sentire la sua voce nella società italiana, mantenendo, tuttavia, il suo discorso a livello di sollecitazione della libera adesione al suo messaggio e mai di imposizione, attraverso la pretesa della legge coattiva o con la minaccia di sanzioni ecclesiastiche, che molto mortificano come ricatto morale e sociale anche i suoi fedeli e li offendono (il Vescovo di Prato in un processo degli anni ’50 fu condannato perché aveva pubblicamente scomunicato due concubini);

2) Gli stessi fedeli possono credere in Dio e in Gesù Cristo e su svariate altre questioni religiose e morali avere parere difforme dalla Gerarchia Ecclesiastica, che non deve condannare e poi, dopo secoli, chiedere perdono (Galilei, Rosmini, Savonarola ecc.)

3) La Gerarchia Cattolica ha il diritto di chiedere anche interventi legislativi, ma i Politici degni di questo nome (De Gasperi, Moro, Sturzo) non si sentono obbligata ad ubbidire, ma solo a riflettere e poi decidere secondo il criterio della retta coscienza e della buona politica, che è quello di venire incontro alle necessità terrene del popolo, rispettando fino al massimo possibile la libertà dei Cittadini ed il libero loro determinarsi secondo il libero arbitrio;

4) Le donne non vengono obbligate dall’introduzione della pillola abortiva a farne per forza uso, ma si offre loro una possibilità in più che si spera non debbano mai utilizzare, ma se ciò dovesse rendersi necessario è bene che siano messe in condizione di farlo nel miglior modo possibile, sentendosi ugualmente rispettate, assistite e curate. Lasciamo soprattutto alle donne l’esercizio del loro libero arbitrio, perché non devono essere schiave o sottoposte di nessuno e non sono assimilabili ad incubatrici automatiche. Ogni donna è portata a sentire responsabilmente il suo ruolo biologico- sociale della maternità e nessuna imposizione autoritaria, sociale o religiosa, deve intaccare questa sfera della loro personale, profonda ed insondabile percezione dell’essere donna. Ogni imposizione o proposta esterna umilia profondamente e irrimediabilmente il loro ruolo biologico-sociale e produce guasti immensi.

Alla luce di queste considerazioni la nostra adesione all’introduzione della pillola RU486 è totale, se pure in un contesto di piena consapevolezza dei problemi immensi che vi sono dietro la funzione della riproduzione della specie, che è la culmine della nostra stessa condizione umana e collettiva e coinvolge aspetti affettivi, esistenziali, sociali, economici ecc. Ma è meglio, molto meglio, fare un passo indietro ed affidarsi alla responsabilità dei protagonisti naturali, che sono i genitori del nascituro e soprattutto chi porta in seno la sua creatura e deve poter realizzare una maternità consapevole e accettata.

La società e le leggi facciano il loro dovere nel rendere il compito più accessibile, facile e gratificante, e si astengano da imposizioni, divieti o peggio sanzioni, senza senso ed umilianti.

Rispondi al messaggio


Rispondi al messaggio:
La Pillola Abortiva RU486 e la buona politica

Nome dell'ospite (obbligatorio):

Email ospite (obbligatoria):

Smileys
Confused Cool Cry Embarassed Frown Kiss Laugh Smile Surprised Wink Yell
Rispondi al messaggio

Guest URL (required)

E' richiesta una verifica!
La somma di:
10 + 1
   




Info per il forum Francesco Pistilli

Il più alto numero di utenti in linea:

19


Attualmente online:

7 Ospiti

Statistiche del forum:

Gruppi:14

Forum:17

Argomenti:41

Messaggi: 236

Utenti attivi:

Sono presenti 2 membri

Hanno partecipato 86 ospiti

E' presente 1 amministratore

Sono presenti 0 moderatori

I più attivi:

Amministratori:Francesco Pistilli (70 Messaggi)